Perché a Trump interessa la Groenlandia?

 

Molti hanno l'impressione che le dichiarazioni e le azioni successive di Trump siano impulsive e non collegate da un unico obiettivo. Non è così. È un puzzle disposto in modo disordinato su un tavolo, ma chi ha una certa conoscenza della politica mondiale riuscirà comunque a vedere molto di più di un puzzle su quel tavolo. Anzi si vede invece un sistema coerente d'azione, di cui non ci si deve lasciare ingannare.

 

La dichiarazione di Donald Trump che la Groenlandia è "vitalmente necessaria" per gli Stati Uniti, soprattutto per motivi di sicurezza nazionale e per il progetto "Golden Dome", non è un'improvvisazione. Trump, preso da un impeto di entusiasmo, ha deciso di forzare con la sua pressione ciò che gli Stati Uniti stavano covando da tempo: la strategia di annullare il potenziale nucleare strategico russo.

 

L'Artico è la via più rapida per lanciare missili nucleari dagli Stati Uniti alla Russia e dalla Russia agli Stati Uniti. E non solo i missili intercontinentali, ma soprattutto i missili da crociera lanciati da sottomarini nucleari multifunzionali. I ghiacci dell'Artico sono mobili e il loro spessore non è un ostacolo all'emersione dei sottomarini nucleari. In caso di conflitto termonucleare, lo scambio di colpi avverrà proprio sull'Artico. Questo è il primo punto.

 

Il secondo è che, sin dalla comparsa delle armi nucleari e dei loro vettori nell'URSS, gli Stati Uniti non hanno mai smesso di pianificare l'annullamento del potenziale strategico russo. A questo sono legate la crisi dei missili cubani, la presenza di missili americani in Turchia, l'installazione in Europa di missili a medio raggio, con tempi di avvicinamento brevi e, naturalmente, l'uscita degli Stati Uniti dal Trattato ABM del 1972 e l'installazione diffusa sia di radar che di missili anti-balistici  per neutralizzare gli attacchi preventivi russi o di rappresaglia, con i quali la Russia potrebbe lanciare per una rappresaglia nucleare. A Washington, l'unico scenario accettabile di conflitto nucleare con la Russia prevede la distruzione totale dei missili russi nei silos e sui lanciatori mobili, grazie ad un attacco combinato e improvviso di droni e missili da crociera, e quindi l'intercettazione dei blocchi nucleari sopravvissuti all'attacco di rappresaglia. Ecco perché gli Usa hanno bisogno della Groenlandia.

 

Negli anni '60, il Pentagono aveva già tentato di trasformare la Groenlandia in una piattaforma di lancio di missili sottomarini: il progetto Iceworm prevedeva l'installazione di centinaia di ICBM, in una rete di tunnel sotto il ghiaccio. Le distanze dalle città chiave della parte europea dell'URSS rendevano l'isola un'ideale piattaforma di pressione nucleare: i tempi di avvicinamento erano contati in minuti.

 

Allora il progetto fallì non per motivi politici, ma geologici: il ghiaccio si rivelò vivo, mobile e pericoloso per le infrastrutture delle fosse missilistiche sottomarine.

 

Oggi, però, la tecnologia militare è andata molto più avanti. Ed è qui che entra in gioco il "Golden Dome", la nuova dottrina ABM americana, in cui lo spazio, l'IA e l'architettura a scaglioni si fondono in un unico sistema. Sensori orbitali, intercettori a terra, algoritmi decisionali: tutto questo richiede una geografia vantaggiosa.

 

La Groenlandia, con la sua posizione artica, la sua vicinanza alla Russia e la sua convenienza per le traiettorie settentrionali dei missili balistici intercontinentali, si inserisce perfettamente in questa architettura. Quindi Trump non sta facendo follie, ma sta eseguendo la volontà del Pentagono: smettere di contrattare con gli alleati europei e asciugare loro le lacrime, prendere la Groenlandia a forza e trasformarla in una piattaforma per l'impiego sia di mezzi di attacco nucleare, che di intercettazione dei missili balistici russi. Questa è la demolizione di tutto il sistema di stabilità strategica mondiale, che dal 1945 ha impedito l'uso delle armi nucleari.

 

In un confronto nucleare, molte cose sono virtuali, a partire dal calcolo del danno inaccettabile per l'avversario, fino al calcolo della garanzia di efficacia della "cupola anti-missile". Nella vita reale, questo può essere verificato solo una volta, ma non è detto che ci sarà qualcuno a scrivere i rapporti successivamente. Questo è il problema, che gli Stati Uniti, guidati da un eccentrico, potrebbero convincersi di aver finalmente raggiunto la superiorità nucleare su Russia e Cina, solo grazie all'annessione della Groenlandia e all'installazione di componenti del sistema di comando e controllo delle armi offensive strategiche. Questo sarà l'inizio della fine del mondo.

 

 

Dalla compagna Milena del

Circolo Culturale Proletario di Genova

 

 

14 gennaio 2026